Il termine "necessità" compare spesso nell'opera della Capriolo e gioca un ruolo di importanza fondamentale nel suo apparato narrativo.
Figura a pag. 75 del romanzo Il doppio regno dove si parla esplicitamente di una suprema necessità, in riferimento al fatto che ogni cosa accade secondo necessità ed è quindi inevitabile; è questa la visione del mondo degli Stoici, secondo cui l'agire umano non può che essere vincolato da una legge di necessità. Per lo Stoicismo tutte le cose senza eccezione sono prodotte dall' Immanente Principio divino, che è Logos, intelligenza e ragione. Tutto è come la ragione vuole che sia, tutto è come deve essere e come è bene che sia, e l' insieme di tutte le cose è perfetto. Le singole cose, pur essendo, in sé considerate, imperfette, hanno la loro perfezione nel disegno del tutto.
Come detto, il concetto di necessità viene richiamato anche in altri romanzi:
cfr. a pag. 20 del romanzo Il doppio regno "tutto lì dentro obbediva a una necessità che escludeva qualsiasi alternativa"
cfr. a pag. 69 del romanzo Il doppio regno "necessità meccanica"
cfr. in generale a pag. 20-50-69-75-94-139 del romanzo Il doppio regno
cfr. a pag. 95 del romanzo Vissi d'amore "sfera di limpida necessità"
cfr. a pag. 66-127 del romanzo La spettatrice "ferrea necessità di un rituale" e "l'impronta della necessità", (così come a pag. 132-138-150)
cfr. a pag. 77-176 del romanzo Un uomo di carattere "complemento generico e necessario" e "necessità della scelta e della rinuncia"
cfr. a pag. 44 del racconto Con i miei mille occhi "tutto ciò che è necessario"
cfr. a pag. 104 del romanzo Una di loro "sentimento di una necessità"
cfr. a pag. 154 del romanzo Il pianista muto "rigorosa necessità"
espliciti riferimenti figurano poi anche nel romanzo Il nocchiero cfr. a pag. 18 "filo della necessità", a pag. 32 "necessità senza bellezza", a pag. 118 "l'inspiegabile necessità del suo lavoro" e soprattutto a pag. 134 "per la prima volta intuiva nella necessità un ordine superiore"; è poi chiaramente intelligibile dal testo a pag. 134: "Ogni cosa, pensò, obbedisce alla propria legge, e dove c'è obbedienza non vi può essere colpa"
cfr. ancora a pag. 52 del racconto La donna di pietra "sentiva di muoversi in una sfera necessaria, sottratta per sua natura al diritto e al torto"
cfr. a pag. 49 del racconto La donna di pietra "quasi che nella suprema inquietudine si incarnasse la quiete suprema" cfr. a pag. 75 del romanzo Il doppio regno "Quanto più essenziale è la legge, tanto più si maschera da disordine, e in ciò che a prima vista sembra arbitrario si nasconde forse la suprema necessità"
cfr. a pag. 81 del racconto Il gigante "Tutto fa supporre..." cfr. a pag. 124 del romanzo Il doppio regno "Tutto sembra indicare che qui c'è una sola individualità, una sola mente, un solo volere da cui dipende ogni cosa, e tutto sembra indicare che questo volere è il volere dell'albergo"