Nella sua opera, a volte la scrittrice affida le speranze e la fede dei personaggi delle sue narrazioni ad una “sorta di provvidenza impersonale”, come nel caso di Una luce nerissima (cfr. a pag. 67).

 

si veda anche a pag. 26-32 del romanzo Vissi d'amore —› " distaccato e invisibile come la Provvidenza" e "non sempre la Provvidenza può tener conto dei nostri gusti"

 

così come nei successivi La spettatrice, Un uomo di carattere (cfr. a pag. 132 "il fato o la divina provvidenza"), Con i miei mille occhi.

 

a pag. 91 del romanzo Il sogno dell’agnello si fa cenno ad una "sorta di privata provvidenza"

cfr. a pag. 120 del racconto Lettere a Luisa —› "mani benevole di una speciale provvidenza"