visualizzare il concetto di Ordine che ricorre spesso nell'opera di Paola Capriolo:

 

 

cfr. a pag. 57 del racconto La donna di pietra —› "sfuggivano all'ordine con cui si erano succedute nel tempo, per comporne uno nuovo, fatto di echi e assonanze"

cfr. a pag. 116 del romanzo Il nocchiero —› "mondo ordinato dove tutto aveva una spiegazione"

cfr. a pag. 134 del romanzo Il nocchiero —› "per la prima volta intuiva nella necessità un ordine superiore"

cfr. a pag. 75 del romanzo Il doppio regno —› "Ancor più delle simmetrie, ho imparato ad apprezzare certe configurazioni di maggiore complessità dove un ordine viene suggerito e poi contraddetto. Anche in casi simili intuisco la presenza di una legge, pur non riuscendo ad afferrarla"

cfr. a pag. 11 del romanzo Vissi d'amore —› "violazione dell'ordine naturale" —› cfr. a pag. 105 del romanzo La spettatrice —› "gerarchia naturale"

cfr. a pag. 19 del romanzo Vissi d'amore —› "ordine universale delle cose"

cfr. a pag. 22-25-32-47-71 del romanzo Vissi d'amore —› "ordine universale"

cfr. a pag. 141 del romanzo La spettatrice —› "ordine e forma"

cfr. a pag. 160 del romanzo La spettatrice —› "ordine ferreo e desolato"

cfr. a pag. 76 del romanzo Il sogno dell'agnello —› "ordine ormai turbato delle loro esistenze"

cfr. a pag. 95 del romanzo Il sogno dell'agnello —› "ordinata quotidianità"

cfr. a pag. 167 del romanzo Il sogno dell'agnello —› "ordine naturale delle cose"

cfr. a pag. 154 del romanzo Il pianista muto —› "E a poco a poco, mentre ascoltavo, mi sembrò che davvero tutto quel caos andasse ricomponendosi in una sorta di ordine, un ordine profondamente diverso da ciò cui ero abituato a pensare con questo termine, ma legato da una corrispondenza tanto precisa quanto inafferrabile alla legge che governava il succedersi delle note nella melodia"