Paola Capriolo sviluppa nei suoi romanzi e racconti un insieme di temi ricorrenti, facilmente riconoscibili nel suo stile raffinato e spesso simbolico.

Ecco i principali capisaldi della sua produzione narrativa:

Influenze filosofiche e mitiche

La sua formazione filosofica e la passione per la letteratura tedesca – da Goethe e Kafka a Mann e Rilke – emergono nella sua scrittura. Queste influenze si traducono in narrazioni che toccano temi esistenziali, simbolici e archetipici, spesso richiamando miti o riflessioni profonde sul senso dell’essere.

Il rapporto tra realtà e dimensione simbolico-fiabesca

I suoi testi oscillano tra il reale e l’onirico: luoghi sospesi, situazioni metafisiche, atmosfere fuori dal tempo.

La realtà appare spesso come una superficie fragile sotto cui si muovono significati nascosti. A esempio, nel racconto ‘La grande Eulalia’ (1988) la scrittrice mostra come la realtà sfumi in una dimensione spazio temporale ‘altra’ che, anzichè disorientarla, trasforma la sua identità, rappresenta il momento in cui le apparenze si rivelano ingannatrici e le ombre rassicuranti e solidali.

L’enigma dell’identità

La scrittrice indaga personaggi che non riescono a conoscersi davvero, che vivono metamorfosi interiori, sdoppiamenti, o che vengono “osservati” da forze esterne. L’identità è fluida, spesso minacciata da ciò che è ignoto.

Il destino e la necessità

Nei suoi romanzi aleggia spesso la sensazione che i personaggi siano guidati da forze più grandi, da un destino ineluttabile, da un ordine simbolico impossibile da comprendere pienamente.

L’arte come dimensione altra

Musica, pittura, teatro e mito sono temi centrali nella sua opera: l’arte è spesso un passaggio verso l’irrazionale.

Il perturbante

Molte sue storie evocano uno stato di inquietudine: eventi inspiegabili, presenze ambigue, atmosfere gotiche o fiabesche che diventano minacciose. Il quotidiano si incrina rivelando l’inconsueto.

L’ambiguità morale

I confini tra bene e male sono sfumati; i personaggi sono spesso attratti da ciò che li può distruggere. Il male è visto come qualcosa di affascinante, potente e in qualche modo seduttivo.

La solitudine e l’incomunicabilità

Molti protagonisti delle storie della Capriolo vivono isolati, incapaci di inserirsi in relazioni autentiche o di condividere la propria esperienza del mondo.

Ho individuato una dozzina di temi-idee cardine che si intrecciano in tutta l’opera della scrittrice, e per comodità li ho etichettati nel modo seguente:

Questi concetti fondamentali sfumano l’uno nell’altro, naturalmente, e vi sono numerosi sub-temi e motivi, tutti apparsi con sorprendente coerenza, regolarità e precisione in tutto l’impianto narrativo della scrittrice, fin dai primi romanzi e racconti.

Ho sottolineato in particolare i temi della Necessità e dell’Immanenza, oltre al Senso di Deja-vu (così l’ho definito), che mi sembra siano i concetti essenziali attorno ai quali ruota il pensiero della scrittrice.

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